martedì 16 giugno 2009

Cosa c'è dietro le Ronde nere. Parla Saverio Ferrari

(da Peacereporter)
Saverio Ferrari è uno studioso delle destre e delle loro trasformazioni. Lo fa con cura meticolosa, analizzando testi, inchieste, notizie accumulando una memoria utile per comprendere fenomeni che apaiono, molto spesso, come schegge isolate. In questa intervista ripercorre i momenti salienti della vicenda DSSA, di Getano Saya.


Il DSSA venne alla luce nel luglio del 2005 quando le procure di Genova e di Milano fecero tre arresti e venticinque perquisizioni. Il Dipartimento di studi strategici antiterrorismo era una struttura illegale parallela rispetto all'intelligence. L'indagine era nata un anno prima, quando si cercava di trovare una pista su Fabrizio Quattrocchi e la sua presenza in Iraq nell'ambito dei mercenari. L'apparato era illegale, una delle strutture era collegata a un movimento politico, la Destra nazionale- nuovo Msi e a un sindacato, l'Unione nazionale forze di polizia. Due strutture che facevano da interfaccia a questo apparato che si era costituuito dopo gli attentati dell'11 marzo del 2004 a Madrid. Stiamo parlando di una vicenda che riunisce una congrega di spie e neofascisti, ma soprattutto di poliziotti che, a parer mio, non erano solo dei pataccari, perché nel corso delle indagini si era visto come potessero avere diretto accesso alle banche dati del Viminale, oltre al fatto che potevano contare su legami con il Sismi.Ci furono, allora, siti internet oscurati dalla magistratura: su uno di questi era comparso l'annuncio della costituzione di reparti di protezione nazionale, una struttura paramilitare con tanto di divisa, basco, camicia e cinturone nero che, secondo le intenzioni, dovevano funzioanre a supporto delle forze armate in caso di pericolo, che poi era individuato nel terrosimo di stampo islamico.

Erano credibili?
Stiamo parlando di una struttura illegale di neofascisti che la sparavano anche grossa, perché lo stemma del DSSA è una specie di modifica dello stemma della Cia. Gli agenti che operavano si dichiaravano ex agenti con passato da gladiatore e il loro capo, Gaetano Saya, diceva di essere un massone e non di poco conto, perchè si definiva un Maestro venerabile della loggia Divulgazione 1.

Una storia nuova, oppure in passato, dopo la scoperta della loggia P2, ci si era imbattuti in organizzazioni simili?
Una storia che non è nuova nelle forze di apparati segreti e polizia. Nel nostro Dopoguerra, sorpassata la Loggia P2, abbiamo conosciuto strutture simili, che sono state inquisite e messe alla berlina quando, secondo me dovevano essere studiate di più.

Esempi?
Il progetto Arianna, costituito in chiave antidrioga. Una struttura clandestina in cui erano arruolati agenti appartenenti alle forze dell'ordfine. Oppure il caso degli Elmetti bianchi, anche qui con agganci internazionali, formati da ex poliziotti, che ebbe una qualche notorietà nel corso delle indagini su Telecom Serbia. La Legione Brenno, nata all'inizio della guerra serbo-croata, in cui si diceva che si doveva difendere la frontiera dell'Occidente minacciato. La Legione era costiutita da poliziotti, carabinieri ed ex agenti segreti. Ce ne sono altre, come la Falange armata, siamo ai primi anni '90, una agenzia che tendeva ad aumentare la tenisone con lettere e bossoli con elementi che facevano risalire a contatti con elementi della Settima divisione del Sismi. Si tratta di realtà che non dovevano essere sottovalutate perché ci dicono che le deviazioni esistono e continuano ad avvenire.

Istituzionalizzate le ronde, quindi, le formazioni come quelle di Saya possono operare sotto l'egida della legalità.
Gaetano Saya è molto attivo. Nel 2005 avvenne quel fatto gravissimo dell'attuale presidente del Consiglio - era in carica anche allora - che si rivolse alla sua strtuutra per un'alleanza elettorale. Saya era agli arresti domiciliari proprio per l'inchiesta sulla DSSA e all'incontro con berlusconi ci andò la moglioe, con tanto di foto. L'incontro non portò a nessun tipo di accordo elettorale. Credo che oggi questo personaggio abbia colto la palla al balzo, che si si ainfilatop nelle pieghe del decreto sicurezza. Con la storia delle ronde quello che una volta si faceva in gran segreto adesso si può fare allo scoperto con la legittimazione di strutture che possono girare per le strade delle metropoli ancora una volta con lo stesso obiettivo, un filo di continuità contro l'invasione 'dei barbari islamici'.

Angelo Miotto

Toscana - Una legge regionale sull’immigrazione

La proposta di legge punta alla costruzione di un modello di convivenza tra cittadini toscani e immigratidi
Di Angela Spulcioni
La Toscana dimostra di essere una regione all’avanguardia in materia di immigrazione. Infatti, la Giunta Regionale qualche mese fa ha approvato la proposta di legge "Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana" che in questi giorni è arrivata nell’Aula del Consiglio Toscano, e che punta alla costruzione di un modello civile di convivenza, aiutando gli immigrati ad uscire dalla clandestinità Attenzione particolare viene riservata a tutte quelle azioni volte a facilitare le relazioni tra cittadino straniero e servizi del territorio.

Riconoscimento dei titoli professionali: le competenze acquisite nel Paese di origine potranno esser e valorizzate in base a specifici accordi.
Interventi sociali urgenti e indifferibili: garantire a tutti un tetto e un pasto caldo, estendendo questo intervento anche ai cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno, nelle situazioni di particolare gravità.
Accesso degli extracomunitari irregolari al servizio sanitario: tutte le "persone dimoranti" nel territorio regionale, "anche se prive di titolo di soggiorno", possono fruire degli "interventi socioassistenziali urgenti e indifferibili, necessari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione ed alle norme internazionali".
Diritto di voto: promuovere la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini stranieri residenti estendendo il diritto di voto. Previsto un più omogeneo funzionamento delle Consulte e dei Consigli degli stranieri presenti in molti Comuni.
Insegnamento della lingua italiana: aspetto che assume un rilievo essenziale proprio per permettere al cittadino straniero di integrarsi all’interno della comunità.
Attenzione particolare ai soggetti "deboli": richiedenti asilo e rifugiati, minori e donne in stato di gravidanza, vittime di tratta e sfruttamento, detenuti.
Sostegno e rafforzamento della rete regionale di sportelli informativi: loro compito è aiutare il cittadino straniero nel suo percorso di stabilizzazione semplificando i rapporti con la P.A..
Prevenzione delle mutilazioni genitali femminili.
Accesso al servizio civile regionale
: è prevista la promozione di campagne informative per favorire l’accesso da parte di giovani stranieri di "seconda generazione" alla vita sociale e politica della comunità.
da meltingpot

P.S.: Oggi, 15 giugno 2009, è stato annunciata la nascita di un comitato promotore per il referendum abrogativo della legge regionale toscana sull'immigrazione, approvata due settimane fa. A promuovere l'iniziativa, sono i gruppi consiliari di An-PdL e Forza Italia-PdL. Mentre qualche blogger quà e là, grida al tradimento della patria e all'italianità minacciata!

giovedì 11 giugno 2009

Le prime vittime della nostra "sicurezza"

C'è chi muore inghiottito dalle acque del mediterraneo, chi finisce asfissiato o schiacciato dentro la pancia di un tir, chi invece rimane stritolato sotto le ruote dei pesanti autoarticolati o investito su un'autostrada, chi muore prima, nel lungo viaggio attraverso il deserto. Sono morti comuni, senza nome e senza volto, sono migliaia, senza una lacrima che venga versata, perchè nella maggior parte dei casi la notizia non giunge fino alla famiglia perchè non c'è nessuno che la comunichi. A queste morti, a breve dovremmo cominciare ad aggiungere, contandole una per una, e dando anche un nome e un'identità, le morti di chi decide di rinunciare alle cure di pronto soccorso, pur di non essere denunciato come “irregolare”. E' successo l'altra notte, in una cittadina nel barese. Lei era una badante ucraina senza regolare permesso di soggiorno, ma da alcuni giorni, almeno così ha dichiarato il datore di lavoro, aveva cominciato ad accudire un'anziana signora. Ylenia, ( come si faceva chiamare) è morta dissanguata, in seguito ad emorragia interna, provocata probabilmente da un aborto spontaneo. Domani avrebbe compiuto 40 anni. Con se aveva solo il passaporto e 30 euro, nessun altro indizio o contatto. La polizia sta cercando di contattare le amiche che era solita frequentare, forse anche loro irregolari. A Ylenia è stato dedicato uno spazio interno a qualche giornale, senza troppo clamore. Nessuno pagherà per una morte così assurda e che purtroppo non è e non sarà l'unica.
Una rapida ricognizione fra le notizie di cronaca fa emergere altri casi come questo. Casi di persone terrorizzate e sole, che, succubi di un ricatto "legale" pagano con la vita.
Il 10 aprile a farne le spese era stato un ragazzo boliviano di 21 anni, affetto da appendicite. Per paura della denuncia aveva deciso di curarsi da solo con antinfiammatori, ma dopo una decina di giorni l'appendicite si era aggravata sfociando in peritonite. Ha subito 5 interventi di fila ed è entrato in coma.
Il 13 marzo, una ragazza nigeriana di 24 anni che per vivere faceva la prostituta, è morta invece a Bari di tubercolosi polmonare avanzata. Una semplice visita medica e una radiografia avrebbero potuto salvarla. Ma lei, come tante altre, non aveva il permesso di soggiorno.
E' andata sicuramente meglio, ( o peggio), a seconda dei punti di vista, a un ragazzo senegalese, che, il 9 aprile, dopo essersi recato al pronto soccorso a causa di un forte mal di denti si è trovato in tasca un bel foglio di via senza neanche aver avuto il tempo di usufruire delle cure ospealiere.
Già a febbraio la Cgil aveva lanciato l'allarme. Le visite mediche per gli immigrati avevano subito una flessione del 20%, ancor prima dell'entrata in vigore della legge, per il semplice “effetto paura”. Quella norma, adesso non è più contemplata esplicitamente nel disegno di legge, ma, come sottolineato anche oggi dal CSM, il reato di clandestinità ha di fatto vanificato quello stralcio, violando palesemente uno dei diritti fondamentali...
Le tragiche conseguenze sono già davanti ai nostri occhi.