C'è chi muore inghiottito dalle acque del mediterraneo, chi finisce asfissiato o schiacciato dentro la pancia di un tir, chi invece rimane stritolato sotto le ruote dei pesanti autoarticolati o investito su un'autostrada, chi muore prima, nel lungo viaggio attraverso il deserto. Sono morti comuni, senza nome e senza volto, sono migliaia, senza una lacrima che venga versata, perchè nella maggior parte dei casi la notizia non giunge fino alla famiglia perchè non c'è nessuno che la comunichi. A queste morti, a breve dovremmo cominciare ad aggiungere, contandole una per una, e dando anche un nome e un'identità, le morti di chi decide di rinunciare alle cure di pronto soccorso, pur di non essere denunciato come “irregolare”. E' successo l'altra notte, in una cittadina nel barese. Lei era una badante ucraina senza regolare permesso di soggiorno, ma da alcuni giorni, almeno così ha dichiarato il datore di lavoro, aveva cominciato ad accudire un'anziana signora. Ylenia, ( come si faceva chiamare) è morta dissanguata, in seguito ad emorragia interna, provocata probabilmente da un aborto spontaneo. Domani avrebbe compiuto 40 anni. Con se aveva solo il passaporto e 30 euro, nessun altro indizio o contatto. La polizia sta cercando di contattare le amiche che era solita frequentare, forse anche loro irregolari. A Ylenia è stato dedicato uno spazio interno a qualche giornale, senza troppo clamore. Nessuno pagherà per una morte così assurda e che purtroppo non è e non sarà l'unica.Una rapida ricognizione fra le notizie di cronaca fa emergere altri casi come questo. Casi di persone terrorizzate e sole, che, succubi di un ricatto "legale" pagano con la vita.
Il 10 aprile a farne le spese era stato un ragazzo boliviano di 21 anni, affetto da appendicite. Per paura della denuncia aveva deciso di curarsi da solo con antinfiammatori, ma dopo una decina di giorni l'appendicite si era aggravata sfociando in peritonite. Ha subito 5 interventi di fila ed è entrato in coma.
Il 13 marzo, una ragazza nigeriana di 24 anni che per vivere faceva la prostituta, è morta invece a Bari di tubercolosi polmonare avanzata. Una semplice visita medica e una radiografia avrebbero potuto salvarla. Ma lei, come tante altre, non aveva il permesso di soggiorno.
E' andata sicuramente meglio, ( o peggio), a seconda dei punti di vista, a un ragazzo senegalese, che, il 9 aprile, dopo essersi recato al pronto soccorso a causa di un forte mal di denti si è trovato in tasca un bel foglio di via senza neanche aver avuto il tempo di usufruire delle cure ospealiere.
Già a febbraio la Cgil aveva lanciato l'allarme. Le visite mediche per gli immigrati avevano subito una flessione del 20%, ancor prima dell'entrata in vigore della legge, per il semplice “effetto paura”. Quella norma, adesso non è più contemplata esplicitamente nel disegno di legge, ma, come sottolineato anche oggi dal CSM, il reato di clandestinità ha di fatto vanificato quello stralcio, violando palesemente uno dei diritti fondamentali...
Le tragiche conseguenze sono già davanti ai nostri occhi.

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