
Il cosiddetto "obbligo di rettifica imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso efurbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mettein condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con unanorma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazionema che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger eutenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisognodi introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist<http://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo_partecipativo> " se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel DecretoAlfano.
La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, suigiornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo,costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e,probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertàe la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di ditutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Adesioni su http://dirittoallarete.ning.com/
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso efurbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mettein condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con unanorma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazionema che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger eutenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisognodi introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist<http://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo_partecipativo> " se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel DecretoAlfano.
La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, suigiornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo,costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e,probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertàe la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di ditutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Adesioni su http://dirittoallarete.ning.com/


